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Di Fragile Costituzione

5 marzo 2014

Avevo promesso a qualcuno di dare una occhiata, da profano, alla Legge Elettorale attualmente in discussione.

Visto che comunque il mio parere vale come il due di coppe quando briscola è bastoni mi sono limitato ad una rapida occhiata di quanto la Camera dei Deputati lascia trapelare.

Ora, non sono un emerito costituzionalista ne tantomeno un Illustrissimo Giudice dell’Eccellentissima Corte Costituzionale ma già pare che il documento base in quanto a costituzionalità lasci a desiderare ( Legge di Riforma Elettorale ).

Cito dalla pagina linkata:

Il sistema elettorale prefigurato dal testo base consiste in un sistema proporzionale, identico per Camera e Senato, con le seguenti caratteristiche:

  • soglie di sbarramento (12 per cento per le coalizioni, 5 per cento per le le liste coalizzate e 8 per cento per le liste non coalizzate)

Ora, già questo suscita la mia perplessità.

O fissi una soglia di sbarramento congrua in riferimento al numero dei partiti coalizzati in ragione dello sbarramento al 5% previsto per gli stessi (soglia del 5% per il numero dei partiti presenti nella coalizione) oppure fissi una soglia di coalizione e quindi questo esclude la necessità di superare una determinata soglia per i singoli partiti presenti nella stessa.

Vieppiù risulta indemocratico e incostituzionale oltreché discriminatorio ex art. 49 Cost. il “favoreggiamento” per i partiti che corrono in coalizione i quali godono di un abbassamento dell’asticella (sbarramento al 5%) rispetto ad un partito che corre da solo (8%).

Della serie “Sei libero di costituirti in partito ma sappi che tanto in Parlamento non ti ci faccio arrivare”.

C’è un altro aspetto, il premio di maggioranza espresso in numero massimo possibile di seggi e non in percentuale che rende il discorso poco chiaro.

Ma mi fermo qui tanto è già chiaro che una siffatta Legge risulta ante nascita di fragile costituzione e più che “Italicum” dovrebbe chiamarsi “Italicollam” perché è chiaro che come è strutturato il testo base è volta a favorire i soliti noti dei più grossi partiti con buona pace della rappresentanza democratica e della libertà di scelta dell’elettore che spero al primo turno voti con la testa e al secondo turno eviti di turarsi il naso e piuttosto non vada a votare o ancora meglio voti scheda nulla sperando che il suo rifiuto, a questo punto espresso e non astenuto, sia considerato e qualche scranno venga lasciato vuoto.

Legge Illegale

26 gennaio 2014

Tutti i mezzi di comunicazione a parlare dei litigi per la legge elettorale.

Onestamente, da pragmatico, non vedo cosa ci sia da litigare visto che il Parlamento in quanto nato da una Legge incostituzionale non avrebbe neanche diritto di legiferare.

Non venitemi a raccontare che la Corte Costituzionale non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza, il Parlamento è illegittimo a prescindere dal ritardato deposito fatto ad arte per permettere a dei fuorilegge di fare leggi, in specie la Legge Elettorale, per permettere ai soliti noti, pur fuorilegge, di ritrovare la propria poltrona anche nella prossima legislatura.

L’unica Legge Elettorale legittima in questo momento è solo ed esclusivamente una Legge Elettorale redatta ex art. 71 secondo comma Costituzione.

Cari Italiani, spegnete la televisione, chiudete il giornale e alle prossime elezioni scrivete sulla scheda tutto quello che vorreste dire ai vostri “rappresentanti” così sarete sicuri che la scheda sarà nulla e nessuno immeritatamente avrà il vostro voto.

Ci hanno rubato la democrazia ma possiamo ancora resistere perché se tutti annulliamo la scheda quelli che per 65 anni hanno portato il paese alla rovina non potranno certo tornare, senza titolo, a sedere alla Camera e al Senato.

Spero che vengano presto le elezioni anche se so che non mi ascolterete e qualcuno che supererà il 5% tra i partiti attuali ci sarà sempre.

Però poi non lamentatevi di chi governa perché se siede la è perché non mi avrete dato ascolto e chi è causa del suo mal… pianga se stesso.

Aggiornamento 19/02/2014

Dalle motivazioni della sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale

“pur perseguendo un obiettivo di rilievo costituzionale, qual e’ quello della stabilita’ del governo del Paese” e’ una disciplina “non proporzionata rispetto all’obiettivo perseguito” poiche’ “determina una compressione della funzione rappresentativa dell’assemblea, nonche’ dell’uguale diritto di voto, eccessiva e tale da produrre un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica, sulla quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento costituzionale vigente”

Ora ditemi che siamo ancora in democrazia.


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