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InOpinabile

28 gennaio 2020

Ormai la gente non crede più nella “Giustizia” e vorrei vedere parendo, lapalissianamente, nella maggior parte dei casi inesistente, latitante, se non antigiuridica ma quando senti addirittura un avvocato preso dallo scoramento vuol dire che la cosa è veramente grave.

Sapete che non sono abituato a fermarmi in superficie e anche questa volta vedrò di andare a fondo.

Già il fatto che chi legifera paia all’oscuro delle più elementari basi del diritto aiuta già a capire.

Non capite?

Facciamo un passo indietro.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Sì, è proprio l’art. 3 c. 1 Costituzione.

Ora invece, pare dimentichi che esiste un principio di gerarchia delle Fonti del diritto codificato all’art. 1 delle Disposizioni sulla legge in generale meglio note come Preleggi, apprendiamo che…

Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti da questo titolo in danno:
1) del coniuge non legalmente separato;
1-bis) della parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;
2) di un ascendente o discendente o di un affine in linea retta, ovvero dell’adottante o dell’adottato;
3) di un fratello o di una sorella che con lui convivano.

No, no. Non scherzo! E’ il disposto dell’art. 649 codice penale!
E’ legge!

Ma come?

Non eravamo tutti uguali di fronte alla legge??

Magari sarà la mia ignoranza congenita ma a me, visto il predetto principio di gerarchia delle Fonti del diritto, parrebbe un’attimino incostituzionale eppure è vigente.

Ma i nostri sommi garanti, firmano ad occhi chiusi senza guardare?

E già parrebbe ci sia qualcosa che fa acqua nella giustizia italiana, che non sia meglio fare un’aggiunta alla famosa frase come segue?

“La legge è Quasi uguale per tutti”

E non è neanche il peggio!

Può capitare pure che, anziché la legge, qualcuno paia applicare i suoi principi personali, le sue convinzioni.

Lo so, un’esempio vale più di mille parole.

Prendiamo una persona morente, alcuni parenti all’annuncio del decesso peggio di Speedy Gonzales si fiondano a vuotare i conti correnti lasciando con un palmo di naso altri eredi.

Oltre ad essersi appropriati dei conti, non contenti, tentano la magia anche con gli immobili, tentano truffe mettendo insieme un teatrino per convincere il pretermesso a rinunciare ma quando vedono che il pretermesso è bastardo dentro e non è comunista pro altri con il proprio… , quello che è suo è suo, i democratici arrivano addirittura ad accusarlo di minacce e persecuzioni continuate.
Posto che parrebbe addirittura pura invezione che non fosse stato meglio trasferire gli atti ad un Illustrissimo Sostituto Procuratore?

Nonostante questa persona, ligia al dovere, abbia esperito l’impossibile pur trovandosi di fronte persone non sicuramente cristalline il giudice che comunque dovrebbe aver quanto meno ravvisato addirittura l’esistenza di un reato – accusare un innocente di reati in Italia a rigore è reato – vuole assolutamente permearlo del suo buonismo.

Ora, sarà che io sono “estremista” non comunista ma per me più che buonismo si ricade nel “coglionismo” ovvero l’eccesso colposo di buonismo che fosse per me penalizzerei pure.

Il giudice esiste in certe materie proprio perché se c’è un dubbio interpretativo serve un terzo, imparziale, a fare luce.
Perché chi ha comunque esperito ogni tentativo preliminare non vi si deve poter appellare?
Parrebbe quasi un abusare.

Scusate l’esempio ma era giusto per tentare di farvi capire.

Io come detto soffro di ignoranza congenita quindi mi è difficile capire, considerato che pure la Suprema Corte Sez. I Civile, pur per altra materia, sostiene che forzare la volonta di un individuo contro la sua volontà parrebbe lesivo di un diritto costituzionale.

Io non sono un luminare, ma quanto sopra mi pare di capire dall’Ordinanza 7 giugno – 5 luglio 2019, n. 18222.
Chissa se qualche Illustrissimo Sostituto Procuratore, anche questa volta, ci potesse illuminare.

Insomma, tra legislatori che rendono la Legge “Quasi” uguale per tutti – e fate correggere la scritta allora, bontà vostra, che poi così com è magari uno si fa delle illusioni – e Illustrissimi Giudici che parrebbero applicare le loro proprie convinzioni anche contro diritti costituzionalmente garantiti, hai voglia tu ad aspettare che la giustizia funzioni.

Magari anziché cartelli per ricordare gli angeli che muoiono di freddo e non possono volare…

attaccare al termosifone un bel cartello con scritto “Sono un Giudice in udienza e devo limitarmi ad applicare la legge e secondo la stessa, o casi analoghi, devo asetticamente disporre”? magari aiuterebbe ad eliminare un’incertezza.

A rendere un po’ più vicina la Vera Giustizia.

E se anche chi,a ciò ex art. 87 Cost. deputato, volesse vigilare… pare addirittura che in magistratura si possa far politica, eh sì, pare ci sia addirittura una magistratura sinistrata, o era democratica? scusate alla mia età la memoria…, ma per la politica non esiste già il Parlamento?
E il giudice ex art. 111 Cost. non dovrebbe essere imparziale?
Se uno fa tutto quello che deve fare impedire di avera giustizia non pare molto imparziale.

Per la retorica dei buoni sentimenti c’è il Vaticano non il Tribunale ed essere bastardi dentro, non conoscere pietà e perdono e aspettare di veder schiattare per morte naturale una persona per ricevere finalmente quanto distratto e dovutogli allo stato attuale non sembra risultare reato penale.

Scegliere un altro lavoro magari nel caso? Che so in una missione.

Chissà se sia un po’ anche per quanto sopra che la Giustizia parrebbe latitare.

Speriamo solo che questo modesto scritto un po’ aiuti nello spronare qualcuno a vigilare e altri a pensare al caso che hanno di fronte, asetticamente, lasciando a casa il personale.

Sempre e comunque… con osservanza ed ex art. 21 Cost.

Prof. Sconvolto

Chi è Stato

15 settembre 2019

Probabilmente per ridurre il carico di lavoro degli uffici e quindi poter ridurre i costi del personale, tagliare bassi livelli tipo il front office in cui è impiegato personale che difficilmente costa più di 2.000€ lordi al mese non mi sembra comunque un gran risparmio – ci sarebbe, a mio sommesso avviso, ben altro da tagliare – il nostro scaltro legislatore ha avuto una grande intuizione!

L’autocertificazione!

Propriamente nota come

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’
ex art. 47 D.P.R 28 dicembre 2000, n. 445

Ora, siccome il nostro legislatore ci vuole bene e sa che siamo ignoranti che non possono valersi dell’ignoranza, ignorantia iuris non excusat, in ogni prestampato idoneo a costituire autocertificazione ha fatto apporre la seguente dicitura:

… previa ammonizione ai sensi artt. 75 e 76 del D.P.R. 445/2000 sulla responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazione mendace e di esibizione di atto falso o contenente dati non più rispondenti verità, ha reso e sottoscritto la su estesa dichiarazione.

Ora non possiamo più dire che siamo ignoranti perché non mangiamo pane e diritto a colazione, dichiarare il falso è reato penale!

E se è il cittadino invece a ricevere false dichiarazioni da una pubblica amministrazione?

Un cittadino riceve un famigerato verbale TUTOR in cui con precisione millimetrica è indicato che avrebbe perscorso un tratto stradale di 17,746km.
Uso percorrere lo stesso tratto il cittadino rileva che la distanza reale percorsa è di 18,000km e che il suo contachilometri funziona bene lo conferma lo stesso ente concessionario che nelle sue tabelle distanziometriche, che ai sensi del Codice della Strada sono fidefacienti, indica in 18,000km la distanza reale percorsa.

Il probo cittadino che a forza di ammonimenti, pur ignorante, ha imparato che rendere false dichiarazioni è reato si rivolge al Giudice chiedendo, oltre il dovuto annullamento dell’atto, il trasferimento degli atti del procedimento alla Procura della Repubblica territorialmente competente alfine si proceda, ex lege, per accertare eventuali ipotesi di reato.

Al di la della totale contumacia dell’emittente l’atto che qualcosa vorrà pur dire, il Giudice riconosce ovviamente la ragione del cittadino ma… vede solo un errore.

E niente, nonostante tutti i tentativi di educazione del nostro benevolo legislatore non riesco a scrollarmi di dosso l’ignoranza o forse, semplicemente non sono abbastanza intelligente.

Credevo che la Legge fosse uguale per tutti ergo se un falso dichiarato da parte mia è reato lo fosse da chiunque fatto posto che è comunque, pur se da altro articolo del codice penale, penalizzato.

Da quando mi hanno raccontato quell’aneddoto non riesco a fugare un dubbio che non mi da pace avendo sempre creduto che fosse reato qualsiasi fatto previsto da Legge penale.
Spero qualcuno alfine mi dia pace facendomi capire.

Che la falsa dichiarazione sia perseguita quindi non dipende dal fatto che sia prevista come reato ma… da Chi è Stato?


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