Archive for novembre 2015

Ad Quendam Politicum

10 novembre 2015

Parliamo sovente di Leggi, ma a quanto pare – almeno leggendo certe sentenze – pare ci si dimentichi che esistono anche “Disposizioni sulla legge in generale” anche note come “Preleggi” e in particolare dell’articolo 12 delle stesse.

Riporto integralmente visto che il mio blog è rivolto a tutti e non solo a chi la legge la mangia a colazione.

Art. 12 Interpretazione della legge

Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore.

Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princìpi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato.

Ora la stessa Corte Costituzionale acclara come la Legge Elettorale sia una legge costituzionalmente necessaria.

… connessa alla natura della legge elettorale di «legge costituzionalmente necessaria» (sentenza n. 32 del 1993)

(Cit. da Sentenza 1/2014 Corte Costituzionale)

Costituzionalmente necessaria, che paroloni usano questi parrucconi, ma cosa vorrà mai dire costituzionalmente necessaria?

Chiedo venia ai predetti che mangiano diritto a colazione ma io cerco di essere un po’, scusate la presunzione, il Piero Angela del diritto quindi affinché tutti possano capire è da lontano che devo partire.

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Visto che non abitiamo tutti a Roma e il Parlamento (Insieme della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica) è grande ma non troppo per accoglierci tutti quanti la Costituzione stabilisce che

Art. 49

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Oddio, di nuovo tutti? Ma non ci stiamo! Ecco quindi che di nuovo la Costituzione ci dice come filtrare i 60 milioni di italiani che spingono per entrare in parlamento, con il voto per chi si è costituito in partito ex predetto articolo 49.

Art. 48

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.[7]

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

Posto che non è possibile assegnare seggi a “cani e porci” indiscriminatamente, considerato che la Costituzione disciplina la sola distribuzione dei seggi tra le circoscrizioni e non disciplina l’ulteriore ripartizione dei seggi in funzione dei voti ricevuti in quelle circoscrizioni dai partiti

Art. 56

La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno della elezione hanno compiuto i venticinque anni di età.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Art. 57

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno.

La ripartizione dei seggi fra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Si rende necessario regolare l’assegnazione dei seggi tra le varie forze politiche che hanno concorso alle elezioni.

La regolamentazione della “spartizione della torta” tra i partiti è operata quindi a mezzo della Legge Elettorale posto che la Costituzione non si occupa direttamente di detta spartizione.

Ecco perché la Legge Elettorale è costituzionalmente necessaria.

Insomma, una specie di Regolamento di attuazione della Costituzione ergo a me, ignorante uomo della strada, pare risibile la scarsa considerazione data a detta legge – giusta sentenza 1/2014 pocanzi citata – che viene classificata come banale legge ordinaria.

Pertanto sarebbe credo più attinente, in virtù dell’acclarata necessarietà costituzionale della Legge Elettorale, considerato parimenti che della stessa Costituzione la legge elettorale rappresenta, in pratica, un “Regolamento di attuazione”, cogliere il suggerimento che ancora una volta ci viene dalla Costituzione applicando non già una semplice maggioranza dei presenti per l’approvazione come è per le leggi ordinarie

Art. 64.

Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Le sedute sono pubbliche: tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.

Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.

I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.

ma secondo quanto disposto per le “altre leggi costituzionali”

Art. 138.

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Insomma, se anziché (opinione personale espressa ex art. 21 Costituzione) interpretare la Costituzione ad quendam politicum (in pratica ad minchiam) si interpretasse la Costituzione ex art. 12 delle Preleggi per approvare la Legge Elettorale sarebbe servita la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento.

Quindi?

Quindi se non si fosse glissato sulla Costituzione e se i vari FI, FdI, Lega, SEL, M5S non si fossero dedicati a scampagnate ma fossero rimasti in Aula a Montecitorio a votare come è loro dovere d’ufficio, Renzi sarebbe già un ricordo del passato.

Spero di aver acclarato.

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TurboStellati

7 novembre 2015

Che il PD è il partito dei turbocapitalisti è ormai assodato.

Il maggior sponsor che ha versato 200.000€ per la Leopolda è Davide Serra residente a Londra noto finanziere socio tra gli altri con poco meno o poco più, le mie fonti non sono riuscite ad essere più precise, del 5% del Banco Popolare.

Altri si sa chi sono, De Benedetti, Farinetti, che pare essere in ottimi rapporti con il Sig. Tamburi colui che ha decretato la fine di Prysmian Ascoli – stabilimento che era pieno di commesse – per delocalizzare in Romania.

Scusate se ho deviato.

Ma da un partito che si pregia di essere di gente per la gente, sbandiera la nascita di aziende grazie alla devoluzione di parte delle loro indennità – che comunque lo Stato eroga per intero – per attivare progetti di microcredito mai me lo sarei potuto aspettare, anzi sì.

Si finanzia la microimpresa o l’impresa ma di chi non ha niente in assoluto pare non si ricordi o non si curi nemmeno il Movimento.

Il fatto.

Parma viene citata come vanto dal Movimento, prima amministrazione locale di un certo spessore conquistata in Italia.

Orbene, questa vicenda si svolge proprio a Parma sotto l’amministrazione Pizzarotti.

Una persona invalida al 75% con 290€ mensili di pensione oltre la favolosa cifra di ulteriori 180€ mensili corrisposti dall’ex marito quali alimenti che lavorava come custode con alloggio in comodato d’uso riceve l’avviso che non le possono più lasciare l’alloggio, servirà ad altro.

Questa persona è quindi costretta a vivere in auto.

Bussa tutte le porte ma nemmeno la Caritas ha un posto per lei, sarà perché è italiana? , quindi a giugno di quest’anno, dopo che il 6 giugno i servizi sociali hanno appurato che, ricca com’è, poteva pure pagarsi un affitto, gioca l’ultima carta, rappresentare la propria situazione di disagio al sindaco.

A parte che il sig. sindaco neanche si è degnato di ricevere questa persona, ma ha comunque provveduto, pare fosse negli States (mi ricorda tanto un certo Marino), a farle recapitare avviso telefonico dalla viva voce del segretario di gabinetto il quale più o meno la informava che l’amministrazione non può provvedere alloggi solo perché uno vive in auto, dovesse occuparsi di tutti quelli che vivono in auto… .

L’unica cosa che, dopo aver “occupato” la sede dei servizi sociali con tanto di intervento della Polizia Municipale per lo “sgombero”, ha ottenuto è stata la concessione di una lettera che le da diritto al pacco alimentare.

Purtroppo la missiva ricevuta deve essere consegnata in centro e questa persona non può permettersi, il centro di Parma come moltri altri centri urbani è off-limits, di sostenere i costi per andare a consegnare la missiva e ricevere l’aiuto faticosamente ottenuto.

Non so in che modo abbia recuperato una roulotte, in provincia, e li ancora vive pare pagando 160€ al mese – in nero of course – a qualcuno non ben identificato.

E non è persona abituata a pretendere e a lamentarsi, è iscritta nelle liste di collocamento sia ordinarie sia ex L. 68/69 ma neanche li riescono a trovarle un lavoro degno di questo nome.
L’ultima volte le hanno proposto la pulizia di una palestra, lavoro da 45 minuti a Trecasali.

Voi non conoscete Parma, io sì, ed è da poco intelligenti anche solo proporre che uno per la retribuzione di 45 minuti si sposti da un estremo all’altro della provincia già i soli costi per recarsi a svolgere la mansione avrebbero assorbito tutto quanto guadagnato.

Ora se qualcuno l’aiutasse a trovare una sistemazione in Parma non sarebbe un problema accettare incarichi che siano a Trecasali o a Langhirano, in medio stat virtus.

Ma credo sia impresa ardua se neanche il M5S ce l’ha potuta fare.

Perché questo articolo?

Non per tirare fango ma perché non mi pare sia tutto oro ciò che luccica se un movimento di persone che si dice per le persone neanche è in grado di aiutare una persona, per di più disabile e con entrate economiche inferiori alle pensioni pagate agli immigrati ricongiunti che mai hanno versato un contributo.

Io sono un semplice cronista che riporta ciò che succede ma non dovrebbe succedere in un paese i cui vertici dicono essere esempio di civiltà e democrazia.

Sono semplicemente la voce di chi è senza voce visto che pure la Gazzetta di Parma, a cui questa persona si era rivolta per avere voce, neanche si è degnata di rispondere foss’anche con un “no, non abbiamo spazio per la sua storia”.

Super partes.

Marino Bis

5 novembre 2015

No, non parlo del teatrino alla Elio “dimissioni sì, dimissioni no, fra poco decido …”.

Comunque Marino non si è sicuramente autocandidato anche se i vertici PD, per rifarsi una verginità mai avuta – pare che alla nascita il partito abbia ricevuto una maxi “donazione” da MPS imboscata, si dice, da tale Tononi che guarda caso ora ha sostituto Profumo e al tempo era sottosegretario del Governo Prodi – lo rinnegano.

Del resto chi non ricorda la famosa frase “Fassina chi???”.

Insomma, pare un partito di rinnegatori.

Qualcuno dice che il problema di Marino siano tre scontrini non sembrerebbe proprio così.

Vero è che i giornalai, pardon, giornalisti, notoriamente solerti, pare non abbiano ricevuto notizia ma …

Marino pare organizzò un convegno in Sicilia a cui parteciparono eminenti chirurghi nonché professori universitari USA patrocinato dalla Regione Sicilia.

Orbene, sembrerebbe che l’onestuomo si sia fatto rimborsare spese per voli e soggiorni dei luminari USA.

Che c’è di male?

Niente se non fosse che, pare, le spese dei luminari fossero già state pagate dalle relative università USA.

Sono solo tre scontrini?


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