Archive for marzo 2014

Curiosità Reale

30 marzo 2014

Visto che probabilmente è perché mi pongo domande scomode ma, credo, non banali che qualcuno non ama vedermi twittare… pongo in un posto in cui nessuno mi può esiliare una domanda che mi continua a tormentare.

Si parla dei costi della politica come male assoluto da tagliare, non posso che concordare, ma quanto costa un NonCiFermateTour che proprio economico non pare e soprattutto con quali fondi le spese vengono pagate?

Non mi aspetto una risposta perché pare che chi dissente comunque non sia amante del dissenso che menti funzionanti sanno esprimere, comunque ho lanciato il sasso e non ritiro la mano.

Mi siedo ad aspettare che una risposta coerente e sincera possa arrivare.

Problema Banale

30 marzo 2014

Non è facile fermare chi non è un ignorante informatico è ha tutte le possibilità che vuole di far sentire la propria voce ergo anche se mi piacerebbe sapere chi è che chiede in continuazione il blocco dell’account Twitter per poterlo, a norma di legge, querelare in considerazione del fatto che l’oscurato è membro del Partito Pirata Italiano ne approfitto, come mio uso, per fare informazione estesa, corretta ed imparziale.

Io non ho libri antieuro con prezzo di copertina in euro da vendere per campare, non ho biglietti per spettacoli in cui “insegno” cosa è l’Europa da vendere per campare, non ho poltrone a cui incollarmi con l’Italicollam da difendere per campare, non sono candidato a nessuna elezione ergo non devo fare il lavaggio del cervello a nessuno ma posso permettermi di fare informazione seria affinché le persone possano sviluppare la loro conoscenza, acquisire un proprio senso critico che gli permetta di smettere di trovarsi in branco a belare per poi rischiare di finire dalla padella alla brace.

Ne approfitto, da non ignorante informatico, per fare una precisazione.

Non è il prezzo pagato per lo strumento che rende magicamente capaci di usarlo, non è il design, il fatto che sia di moda, il fatto che vendano un computer con quel dato sistema operativo preinstallato, è semplicemente il fatto di voler capire come funziona lo strumento, di aver voglia di sbattersi per imparare ad usarlo, non è questione di soldi.

Io sono dodici anni che non spendo un euro in sistemi operativi e programmi e in maniera completamente legale; questo è un po’ datato ma è un buon esempio di come chiunque, pur senza capacità economiche e senza pregresse conoscenze informatiche, possa essere digitalmente alfabetizzato.

Ora, torniamo a noi, al banale problema di cui con il titolo ho voluto parlare.

Anche tra gli integralisti NoEuro c’é qualcuno dotato di intelligenza superiore e giusto ieri sera su Twitter qualcuno di loro di cui non ricordo il nome concordava con me sul fatto che la tragica perdita del potere di acquisto delle persone comuni è stata causata da produttori e di conseguenza commercianti che spalleggiati da politici forse all’oscuro del D.P.C.M. 27 giugno 1996, del D.M. Tesoro 6 agosto 1997, della Legge 17 dicembre 1997 n. 433, del D.Lgs.24 giugno 1998 n. 213 e del D.P.R. 8 luglio 1998 n.268 hanno permesso di porre in commercio beni e servizi al cui prezzo era stato applicato il cambio 1€=1.000Lire anziché il cambio fisso stabilito di 1€=1.936,27Lire applicato invece regolarmente alle retribuzioni.

Già dall’inizio è evidente che non si tratta di un problema di valuta ma di egoismo di qualcuno e mala politica ma continuiamo a far chiarezza.

La colpa è della Repubblica Federale Tedesca?

Forse dei politici Tedeschi perché anche la maggior parte dei Tedeschi con l’euro è messa male; noi ci lamentiamo, a ragione, di pensioni da 600€ al mese, cosa dovrebbero dire loro che hanno mini job da 450€ al mese?

Stesso discorso per le retribuzioni.

Chi dieci anni fa in Germania già era al lavoro ha stipendi buoni, ma chi è entrato dieci anni fa nel mercato del lavoro ha stipendi inferiori a parità di mansioni rispetto a quelli che già erano al lavoro.

Siamo succubi comunque della Germania?

Probabilmente sì ma è colpa di politici che hanno accettato supinamente trattati senza porli minimamente in discussione.

Ora, io non ho la sfera di cristallo, non ho certezze ma solo ragionevoli dubbi qundi non posso garantire che uscire dall’euro e dall’europa non possa trasformarsi in una catastrofe anziché essere un bene come invece propugnano i NoEuro che sono pieni di certezze circa la resurrezione dell’Italia grazie alla ritrovata Lira.

Io posso solo dire che una valuta, qualunque essa sia, basa il suo valore sulla credibilità dell’emittente ergo di chi dirige la nazione, legarla ad un cambio fisso 1 a 1 con il dollaro è un bel proposito ma può non garantire propsperità, come già successo in Argentina e può causare danni nel caso il dollaro dovesse superare l’euro perché perdi il vantaggio competitivo della valuta “debole” e se hai agganciato la valutazione della lira al dollaro sei schiavo del dollaro e non puoi autonomamente svalutare proprio quanto contestato all’euro a cui si attribuisce la colpa di tutti i mali.

Chi vende certezze sul futuro perdipiù basandole su di un passato che come l’acqua passata non macina più è a mio sommesso avviso un mero venditore di fumo ne più ne meno di chi ora stà governando questo paese che compra aerei da guerra inutili e costosi per un paese in crisi e che per di più si definisce civile quindi dovrebbe sapere che non è l’essere armati ma il dialogare che impedisce guerre, che sostiene sia giusto abbassare stipendi smisurati poi fa il contrario di quello che dovrebbe fare con buona pace del Sig. Moretti che continuerà a tagliare rami secchi e quindi personale continuando a godere invece della sua piena, startosferica, retribuzione.

Chiudo qui, tanto gli integralisti, di qualsiasi colore, rifiutano a prescindere di ascoltare.

In conclusione non sono arrivato a niente, o forse sì, quindi di chi è la colpa?

La colpa è di noi tutti perché la situazione attuale e la nascita di nuovi estremismi è dovuta alla debolezza di una classe politica che per 66 anni ci ha governato curando il proprio particolare interesse anziché l’interesse generale e se sono stati li è perché noi li siamo andati a votare ma purtroppo non è neanche votando ad occhi chiusi nuovi integralisti che ci si potrà salvare.

C’é ancora qualche speranza allora?

Credo di sì se impareremo a valutare le varie posizioni con senso critico e cognizione senza accettare lavaggi del cervello che qualcuno vorrebbe fare anche se onestamente tra integralismi e “malaffarismi” non vedo nessuno che ci possa utilmente trarre delle secche di una crisi che è del capitalismo classico e quindi senza fine perché non puoi pretendere di produrre in continuazione e vendere se le persone hanno già tutto e imparano ad applicare una regola fondamentale per non trovarsi senza euro e senza mangiare.

Modifica Costituzionale

29 marzo 2014

Oggi mi sento un po’ ermetico quindi “presenterò” un “disegno di Legge” minimale.

Art. 1

Chiunque prescindendo da titoli dimostra conoscenze tali da poter utilmente attivare un giudizio può proporre alla Corte Costituzionale richiesta al fine di ottenere parere di costituzionalità in riferimento ad una norma di Legge vigente e/o in fase di promulgazione.

Vediamo se chi comanda dimostrerà di perseguire l’interesse generale anziché il proprio facendo sua questa proposta.

Con osservanza

Prof. Massimo Sconvolto

Riforma Reale

23 marzo 2014

No, non sono impazzito e neanche intendo restaurare i Savoia, pur se in parte sono già stati “sdoganati”, vorrei semplicemente suggerire una riforma fattibile del Senato tesa alla stabilità di Governo data da una omogeneità della composizione rispetto alla Camera.

Io amo profondamente la Costituzione e penso che con il suo bicameralismo perfetto sia uno dei più fulgidi esempi di democrazia.

Qualcuno vede il bicameralismo perfetto come un bastone tra le ruote che si frappone al suo desiderio di egemonia e il Senato lo vorrebbe eliminare; io onestamente non vorrei rimanere in balia di qualche milione di persone.

Non tutti sono vecchi quindi cercherò, in maniera semplice, di spiegare perché il bicameralismo perfetto è entrato nella nostra Costituzione.

L’Italia usciva da una guerra voluta da una dittatura, arrivare ad uno stato libero era costato sangue e sacrifici logico che i Padri Costituenti – che rappresentavano uno schieramento trasversale delle migliori menti – volessero che questi sacrifici non fossero vani e la democrazia non fosse più calpestabile da qualcuno che, per vie traverse come già era accaduto, assurgesse a unico condottiero del paese.

Ecco quindi che venne inserito l’obbligo, per la promulgazione delle Leggi, di identicità tra i testi approvati dalla Camera e dal Senato.

Vero è che questo comporta tempi un po’ maggiori ma garantisce un accordo perfetto sul testo della Legge da promulgarsi.

Il Senato era considerato, il requisito anagrafico per l’elezione a Senatore ancor vigente ne è la dimostrazione, una sorta di assemblea dei saggi che doveva vigilare e approvare l’operato dei giovani della Camera dei Deputati; in virtù della richiesta saggezza del Senato, non voglio nemmeno pensare si sia trattato di una svista, il limite di ètà per poterne votare la composizione nel 1975 è stato lasciato invariato a 21 anni anche se l’età per votare per la Camera era diventata di 18 anni.

Ora, questo andava bene ai vecchi tempi in cui c’erano tre o quattro partiti e le discordanze minimali nella composizione delle Camere non davano problemi, con il tempo e con l’aumentare dei partiti il problema della sempre più larga divergenza nella composizione si è acuito quindi qualcuno, magari forse un po’ populisticamente stante la sempre maggiore avversione dei cittadini verso le indennità Parlamentari, invece di ridurre il numero dei rappresentanti di entrambe le Camere ha pensato bene di tagliarne una intera lasciando la restante invariata in numero.

Da amante e mi arrischio a dire conoscitore del Diritto reputo questa scelta scellerata in considerazione del fatto che mette a rischio la democrazia perfetta e immodificabile così come una saggia assemblea in cui erano rappresentati tutti i colori ci è riuscita a dare soprattutto in virtù del fatto che esisterebbe una soluzione, a mio sommesso avviso, molto migliore e di più semplice implementazione.

Basterebbe dimezzare il numero dei rappresentanti che siedono in entrambe le Camere e unificare a 18 anni l’età per eleggerne i membri; avremmo una composizione omogenea di entrambe le Camere pur mantenendo la saggezza data dal limite di età per l’eleggibilità a Senatore e nel contempo ridurremmo i costi dell’apparato Legislativo dello Stato.

Lascio a chi di dovere valutare una proposta che non mi sembra, onestamente, neanche male.

 

 

 

 

sMemorandum

22 marzo 2014

Da queste pagine cerco semplicemente di acclarare fatti affinché ognuno possa prendere consapevolmente la sua posizione.

A volte oltre ad acclarare fatti è necessario anche aiutare a ricordare ogni tanto è un lavoro immane ma ci voglio comunque provare.

In principio erano gli anni ’70 del novecento e l’allora CEE istituì un regime di quote latte, si diceva per arginare l’eccedenza produttiva, negli anni è servito a multare i nostri agricoltori e costringere ad importare latte in polvere dai paesi del nord Europa.

Posto un link visto che ritengo inutile duplicare  quanto già ampiamente disponibile in rete.

http://www.lindipendenza.com/quote-latte-una-lunga-storia-di-sprechi-e-distorsioni-europee/

Ci fu la “guerra del vino” tra Italia e Francia con agricoltori Italiani che sversavano in strada i contenuti delle autobotti Francesi in entrata in Italia.

http://www.bpp.it/Apulia/html/archivio/1981/IV/art/R81IV014.html

Poi fu la volta dell’olio d’oliva, se non ricordo male, per favorire la vicina Grecia.

L’Europa e l’Euro come li conosciamo oggi non esistevano, esistevano però “degni” politici come ne troviamo anche ai giorni nostri.

E ai giorni nostri risale la demolizione dell’industria dello zucchero nazionale proprio per il probabile interesse di qualcuno che grazie agli anzidetti politici conta più di noi in Europa.

Ora, è un problema di “Stati Uniti d’Europa” o un problema di politici nazionali che paiono avere scarse capacità di farsi ascoltare da persone di una certa levatura a cui non puoi parlare alla pancia come fai in patria con l’elettore medio?

Faccio un ulteriore esempio, convinto come sono che un esempio vale più di mille parole.

La mia vecchia macchina dopo 13 anni di onorato servizio e oltre 220.000km mi sta per abbandonare,

Compro qualche giornale, voglio una macchina che consumi meno della mia (quasi impossibile data la limitata cilindrata) ma con spazio per i bagagli e la trazione integrale.

Quello che più si adatta alle mie esigenze è la Golf Variant 1.6 turbo diesel 4Motion, vado in concessionaria, niente da fare, in Italia non ne è prevista l’importazione.

Con la lingua non ho problemi quindi faccio un salto sul sito tedesco della Volkswagen.

Un prezzo improponibile circa 2000€ in più di quanto teoricamente dovrebbe venire a costare in Italia.

Mi viene in aiuto un amico Tedesco che ha un conoscente Ceco che parla come noi anche lui Tedesco.

Grazie all’ “Europa dei Popoli” ho potuto ordinare la macchina che volevo con un risparmio di 5000€ rispetto al prezzo stimato Italiano già considerata l’IVA da pagarsi in Italia con F24.

Senza l’Europa dei Popoli sarei schiavo delle scelte di Volkswagen che in Italia ti obbliga a spendere 10000€ in più di quello che ho speso io perché station wagon integrale vuole venderti la Passat.

Ora che abbiamo acclarato che forse una Europa unita nel nome dei popoli e non dei politici un senso lo può forse avere… passiamo alla valuta.

Io sono solo 20 anni che giro per l’ “Europa” (solo paesi di lingua Tedesca perché dove non capisco quello che dicono non amo andare), per fare qualche giorno all’estero (Oktoberfest a Monaco più un passaggio sulla strada del ritorno ad Innsbruck a salutare una amica) dovevo girare con in tasca tre valute (Lire, Marchi e Scellini).

Onestamente trovo più comoda una moneta unica, ti permette di confrontare anche meglio i prezzi delle diverse nazioni, e anche perché più stati insieme meglio resistono ad una speculazione.

Ah, già. Il mio compito è far ricordare!

Erano gli anni ’90 del ‘900 e un certo Geoge Soros, “padrone” della finanza speculativa dell’epoca pare, lui negò ogni addebito, fece fallire addirittura la Banca d’Inghilterra costringendo a svalutare e fare uscire la Sterlina dall’allora SME.

Il 16 settembre 1992, questa volta ammise e disse che fu una delle sue speculazioni più redditizie, costrinse Bankitalia a bruciare miliardi per sostenere la Lira attaccata da Soros anche se Dio volle che non si arrivò al fallimento di Bankitalia stessa.

Credo che con una moneta sostenuta da una banca, la BCE, che raggruppa i 18 stati Europei che hanno adottato l’Euro come valuta una speculazione come quella che fece con la Lira Soros probabilmente non andrebbe a buon fine.

E credo di non essere l’unico che pensa che una valuta forte come l’Euro aiuti se la Repubblica di San Marino, che sono Extracomunitari, e il Vaticano l’hanno adottato, anche se qualche maligno potrebbe dire che magari l’hanno fatto per non creare problemi agli Italiani che avevano capitali da espatriare.

Io ho elencato dei fatti, ora ognuno tragga la sua conclusione.

 

 

 

ViVo Next 2.1 ed il Computer legge per Te

19 marzo 2014

Dal Blog dell’amico Prof. Antonio Cantaro dell’Istituto Majorana di Gela ricevo e volentieri ribloggo.

Ho Vinto Qualche Cosa???

17 marzo 2014

Chiedo scusa a tutti per il titolo tra il serio e il faceto anche se il tema dell’articolo è serio eccome e chiedo scusa al comico (non chi pensate voi) di cui ho preso in prestito la battuta.

Sabato 15 ultimo scorso presenziavo al Convegno Nazionale sul futuro della Scuola della Repubblica (http://www.scuolaecostituzione.it/parolechiave/) organizzato dal comitato Scuola e Costituzione (nato dalla fusione, Bruno correggimi se sbaglio, del Comitato Articolo 33 e Costituzione La Via Maestra).

Sono abituato a rendere onore al merito prescindendo dalla parte e devo dire che il poco apprezzato Professor Ichino mi è sembrato il più aperto al dialogo seppur in minoranza.

Ecco quindi, sperando di non aver preso un granchio, che corro in aiuto al Professore (https://twitter.com/articolo33/status/444800999157678081).

Esimio Professore, i test mnemonici per l’accesso alle facoltà universitarie non sono stati apprezzati, nemmeno dal sottoscritto e l’ho rappresentato nel mio intervento, però Lei dice che è difficile trovare altri sistemi per evitare il sovraffollamento.

Le faccio una proposta che mi sembra degna di essere presa in considerazione.

Perché anziché favorire il “nomadismo” degli universitari con tutto quello che ne consegue (disagi dati dall’essere fuori sede, pagare esorbitanti affitti in nero che oltre ad essere illegali sono uno scoglio che si frappone tra lo studente e il diritto all’istruzione, solo per esemplificare) non si lega l’accesso ad una determinata università secondo il requisito anagrafico come già avviene, con successo, per i CSM (Centri di Salute Mentale)?

Resta salvo che eventuali posti che residuano possono essere messi a disposizione di studenti fuori sede.

Verò è che nel Suo intervento ha rappresentato la difficoltà di ricoprire cattedre in alcune sedi ma mi consenta una riflessione e scusi se parto da lontano.

Viviamo o no in una Repubblica la cui Costituzione sancisce il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini?

E allora perché un dipendente privato deve giocoforza accettare il trasferimento “imposto” dall’imprenditore (mi sovviene il caso di quei dipendenti che il lunedì recandosi al lavoro hanno trovato i cancelli chiusi e un messaggio dell’imprenditore che informava di essere stato costretto, per non chiudere l’attività, a trasferirsi in Polonia e che chi voleva lo poteva seguire) mentre un professore, dipendente pubblico, deve poter godere dell’inamovibilità?

Scusi Professore ma credo che se questo paese già va’ male non è perché i forti che cacciano di più stanchi di condividere con tutti il frutto del loro lavoro abbandonano la comunità, la colpa è delle rendite di posizione a prescindere che siano stipendi principeschi di parlamentari, assurde pretese di aumento dell’equo compenso da parte di “autori” iscritti SIAE, o inamovibilità di professori.

IMHO

 

 

 

Legge Proprietaria

16 marzo 2014

Scusate se per parlare di Legge dovrò fare un tuffo nel campo del software ma come da titolo il modo in cui vengono scritte le Leggi dai governi di centro sinistra mi ricorda un po’ il software proprietario.

Si perché una Legge è un po’ come il software, c’é un codice sorgente – il testo della legge – che viene compilato – promulgato – ed eseguito – produce effetti – come quando lanciamo un banale programma sul nostro computer che noi vediamo come file eseguibile ma nasce da un file di testo compilato.

Ora, nel campo del software esistono due orientamenti – il software libero e il software proprietario – non sto a spiegarvi tutte le sostanziali differenze che passano tra un modello e l’altro, esistono i motori di ricerca, fortunatamente, oggigiorno per informarsi, ma mi soffermerò su di un aspetto specifico.
Nel software libero il codice sorgente è disponibile e leggibile da tutti – ovviamente chi non sa cosa sia un int, un varchar e compagnia se ne fa poco di leggere il sorgente ma chi è competente può leggerlo e suggerire eventuali migliorie o correggere eventuali errori presenti nel codice stesso, questo garantisce la sicurezza e la qualità del software libero visto che è facile e veloce trovare bug e correggerli.
All’opposto il software proprietario basa la sua supposta sicurezza sul concetto di “security through obscurity” ovvero non rendo disponibile il codice sorgente perché non consentirti di leggerlo evita che tu possa scoprire errori e qundi di sfruttare gli stessi per scopi malevoli (sappiamo tutti quanto il concetto sia fallimentare rispetto alle intenzioni).

Non me ne voglia chi ne sa di informatica, non ho volutamente approfondito per non diventare noioso e perché in definitiva non è di informatica che devo parlare.

Era solo per chiarire perché il titolo visto che quello che cerco di fare dal mio blog è proprio di fare informazione per tutti a prescindere dal livello culturale.

Ieri mi trovavo a partecipare ad un convegno nazionale sul futuro della scuola pubblica anche se più correttamente dovrebbe parlarsi di scuola statale.

Nel pomeriggio è intervenuto Osvaldo Roman che richiamando Tremonti mi ha sovvenuto un vecchio articolo scritto nel 2010 (D’IsInformazione di Regime) ai tempi del Governo Berlusconi IV, il secondo più longevo Governo della storia repubblicana, e per la cui redazione – non amo scrivere fesserie ma documentare – mi ero trovato a “spulciare” il DPEF (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria) redatto dall’allora Ministro Tremonti.

Ai giorni nostri mi sono trovato a “spulciare” il cd. Decreto Bankitalia (convertito in Legge 5/2014) e, per rimanere nell’ambito dei DPEF, il cd. Decreto “Salva” Italia (scusate il virgolettato, mera opinione personale ex art. 21 Costituzione), e mi è venuto alla mente un poco felice paragone e ringrazio Roman di avermelo perdonato.

Esemplificando, il DPEF Tremonti in quanto a comprensibilità per una persona comune – in senso positivo – è paragonabile al giornalino di Peppa Pig, il Decreto Salva Italia sembra il Cimitero di Praga di Umberto Eco di cui un lettore accanito anche di libri di Bocca e Montanelli mi aveva regalato la sua copia in quanto troppo difficile per lui.

Ora, ecco perché il titolo, perché se un Governo di destra scrive leggi pur complesse – come è un DPEF – leggibili da tutti un Governo di sinistra deve scrivere Leggi “illeggibili” tanto da far sovvenire, allo scrivente, il concetto di “security through obscurity”?

Forse per mascherare il fatto che Governi di centro-sinistra stanno facendo leggi votate al neo liberismo più sfrenato che invece dovrebbe essere avulso, per definizione, a chi si definisce di sinistra?

Non si prenda il mio come un attacco, cerco solo di fare informazione corretta e imparziale al fine di mantenere sveglie le coscienze e permettere all’elettore medio di poter utilmente e con cognizione di causa esercitare il proprio diritto di voto.

Levitazione Artefatta

8 marzo 2014

Normalmente quando la quotazione di una azione ha un innalzamento repentino ciò è dovuto a qualche fatto eccezionale che avviene e le fa acquisire “più valore” tipo l’annuncio dell’entrata di George Soros nel capitale di IGD con il 10% e allora visto il mirabolante aumento della quotazione di MPS (Monte Paschi Siena) che in un solo giorno ha registrato un’incremento del 20% mi sono chiesto se per caso Soros non avesse bussato anche alla porta della Fondazione.

No, Soros non c’entra, pare siano state voci circolate negli ambienti finanziari relative alla presunta cessione di un consistente pacchetto da parte della Fondazione MPS con un prezzo compreso tra 0,16 e 0,17€ per azione e ciò ha causato l’aumento iperbolico della quotazione avvenuto giovedì 5 marzo.

Il problema è che erano solo voci, ma allora perché non smentirle subito il giorno stesso anziché aspettare una richiesta di chiarimenti formale da parte della Consob e rispondere a metà mattina il giorno dopo?

Sarà che io sono troppo prevenuto e un po’ “figlio” del fu’ Senatore però mi risulta che l’emittente i soldi li prenda tutti e buoni e non perdono valore al contrario della carta che si trova in mano l’investitore qual ora il titolo si trovasse a crollare e con i “Monti Bond” sul groppone magari un po’ meno lettera e più denaro può far comodo vieppiù in vista dell’aumento di capitale ergo meno azioni possiedi meno soldi devi sborsare.

Fermiamoci un’attimo a pensare, vero è che incassi ma se poi per sostenere azioni che dopo la smentita rischiano di crollare sei costretto a mangiarti il capitale non è una mossa molto saggia da fare, meglio era smentire immantinente.

No, non invento niente, pure oggi (7 marzo 2014) l’azione ha addirittura superato il massimo di giovedi ad inizio seduta arrivando fino a 0,2250€ per azione salvo poi doverci mettere il due di briscola caricando ordini di acquisto di 3, 4, 7, 8 pezzi fino a raggiungere il ridicolo di un ordine di acquisto di una (1) azione a 0,2164€ caricato attorno alle 15,50 per evitare il crollo della quotazione ed avere il tempo per una telefonata che permettesse di raggranellare da qualcuno danaroso un decoroso ordine di acquisto di 25.000 pezzi da caricare.

Sforzi inutili visto che ha comunque chiuso a -1,62% la seduta regolare anche se ad onor del vero qualcosa ha guadagnato (+0,61% in più rispetto alla chiusura della seduta) nel mercato serale.

Ora, non ci è dato di sapere chi è quanti euro abbia bruciato colui che oggi ha tentato invano di sostenere la quotazione, spero solo che non sia stato fatto con i pochi miseri risparmi rimasti agli Italiani e impavidamente dagli stessi depositati in qualche conto corrente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Fragile Costituzione

5 marzo 2014

Avevo promesso a qualcuno di dare una occhiata, da profano, alla Legge Elettorale attualmente in discussione.

Visto che comunque il mio parere vale come il due di coppe quando briscola è bastoni mi sono limitato ad una rapida occhiata di quanto la Camera dei Deputati lascia trapelare.

Ora, non sono un emerito costituzionalista ne tantomeno un Illustrissimo Giudice dell’Eccellentissima Corte Costituzionale ma già pare che il documento base in quanto a costituzionalità lasci a desiderare ( Legge di Riforma Elettorale ).

Cito dalla pagina linkata:

Il sistema elettorale prefigurato dal testo base consiste in un sistema proporzionale, identico per Camera e Senato, con le seguenti caratteristiche:

  • soglie di sbarramento (12 per cento per le coalizioni, 5 per cento per le le liste coalizzate e 8 per cento per le liste non coalizzate)

Ora, già questo suscita la mia perplessità.

O fissi una soglia di sbarramento congrua in riferimento al numero dei partiti coalizzati in ragione dello sbarramento al 5% previsto per gli stessi (soglia del 5% per il numero dei partiti presenti nella coalizione) oppure fissi una soglia di coalizione e quindi questo esclude la necessità di superare una determinata soglia per i singoli partiti presenti nella stessa.

Vieppiù risulta indemocratico e incostituzionale oltreché discriminatorio ex art. 49 Cost. il “favoreggiamento” per i partiti che corrono in coalizione i quali godono di un abbassamento dell’asticella (sbarramento al 5%) rispetto ad un partito che corre da solo (8%).

Della serie “Sei libero di costituirti in partito ma sappi che tanto in Parlamento non ti ci faccio arrivare”.

C’è un altro aspetto, il premio di maggioranza espresso in numero massimo possibile di seggi e non in percentuale che rende il discorso poco chiaro.

Ma mi fermo qui tanto è già chiaro che una siffatta Legge risulta ante nascita di fragile costituzione e più che “Italicum” dovrebbe chiamarsi “Italicollam” perché è chiaro che come è strutturato il testo base è volta a favorire i soliti noti dei più grossi partiti con buona pace della rappresentanza democratica e della libertà di scelta dell’elettore che spero al primo turno voti con la testa e al secondo turno eviti di turarsi il naso e piuttosto non vada a votare o ancora meglio voti scheda nulla sperando che il suo rifiuto, a questo punto espresso e non astenuto, sia considerato e qualche scranno venga lasciato vuoto.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: