Archive for maggio 2013

Lo Specchio del Baratro

30 maggio 2013

Egregio Dottor Squinzi, avevo sempre creduto di essere normalmente intelligente ma onestamente non riesco a capire il Suo intervento.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2013/05/23/Squinzi-Italia-orlo-baratro-ora-obiettivo-sia-crescita-_8753021.html

“Ce la metteremo tutta”

Ma ci prende per il posto in cui non batte mai il sole?

Ma se a portarci sull’orlo del baratro, oltre ai politici senza distinzione di colore, in larga misura hanno contribuito proprio gli associati dell’emerita associazione da Lei presieduta.

Come pensa di far uscire l’Italia dal baratro?

Forse ha intenzione di convincere i Marcegaglia a chiudere i tre nuovi stabilimenti polacchi per riportare lavoro a Gazoldo degli Ippoliti?

Non si fidi Dottor Squinzi, la Marcegaglia aveva firmato un accordo con i sindacati in cui si impegnava, almeno per lo stabilimento storico di Gazoldo, a non licenziare ne a chiedere cassa integrazione e invece ha fatto tutto il contrario e ora in Polonia, a costo inferiore così si massimizza il guadagno, produce gli stessi prodotti che prima produceva in Italia.

Chiederà ai Benetton di riportare la produzione dalla Cina all’Italia?

Neanche di loro mi fiderei molto.

Eh Dottor Squinzi, come nella campagna per la giornata mondiale contro l’aids del 2012 il baratro è uno specchio e dentro ci sono i suoi associati.

Squinzi

Però, al contrario dell’aids che forse un giorno verrà sconfitto dalla ricerca, l’egoismo dei Suoi associati che portano la produzione all’estero per massimizzare i guadagni e non avere problemi sindacali non si può guarire e l’Italia continuerà la sua corsa al di la dello specchio, dritta dentro il baratro creato da 70 anni di mala politica e dai Suoi associati.

Parola del Sindaco

27 maggio 2013

Gli ultimi eventi bolognesi destano un po’ di preoccupazione per un cattolico.

Si è vista una Curia allo sbando brancolare nel buio dimentica che compito precipuo della Chiesa Cattolica, dalla notte dei tempi, dovrebbe essere diffondere La Parola del Signore e non la parola del Sindaco per vili interessi monetari.

Mi auguro di cuore che il Signore illumini nuovamente la via dei suoi servi o quanto meno che Papa Francesco, che mi sembra una brava persona con la testa sulle spalle, li richiami all’ordine.

Prove d’Arrosto

21 maggio 2013

No, non mi sono dato alla cucina, semplicemente mi sembra rappresenti molto bene quello che sta accadendo a Bologna e l’arrosto purtroppo non è di carne saporita ma addirittura della Costituzione della Repubblica Italiana fonte prima tra tutte le fonti del diritto.

Ora, vero è che – come più volte rimarcato in questo blog – le competenze dei politici in quello che dovrebbe essere il loro “mestiere” lasciano spesso a desiderare ma addirittura aprire consultazioni per qualcosa che si sa già in partenza di non poter fare…

Non ho parole, in altre nazioni realmente civili e rispettose del diritto il Dott. Merola pregiatissimo Sindaco di Bologna e tutta la Sua Giunta sarebbero già stati rispediti a casa.

Visto che il mio, pur non avendo nessuna periodicità predefinita, è un blog a “tiratura” internazionale… riepilogo il fatto.

Io sono a favore del referendum, è uno strumento di reale democrazia in un paese che sta facendo della democrazia un optional, però essere costretti a chiedere al Sig. Sindaco di indire un referendum per fargli capire che i fondi della Pregiata Amministrazione Comunale, che vengono erogati per altro dai cittadini tutti a mezzo di tasse e tributi vari, non vanno impiegati in netto contrasto con il dettato costituzionale mi sembra rasenti la follia.

A Bologna, il 26 maggio prossimo venturo, è stato indetto un referendum consultivo recante il seguente quesito:

“Quali fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole di infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?”

A) utilizzarle per le scuole comunali e statali

B) utilizzarle per le scuole paritarie private

Ma Dottor Merola! che domande fa?!

C’è bisogno che glieLo dicano i cittadini quello che Lei, data la Sua posizione, dovrebbe sapere benissimo?

Lo sa anche un bambino che finanziare la scuola privata non è ammesso ed è ben pubblicizzato dall’articolo 33 della Costituzione!!

AGGIORNAMENTO 26/05/2013
Purtroppo non era una prova, l’arrosto era già stato deciso
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2013/20-maggio-2013/referendum-merola-tira-dritto-se-anche-vince-a-vado-avanti-2221232310130.shtml
E allora Dottor Merola perché spendere soldi in un Referendum per giunta Consultivo quando sapeva già che avrebbe fatto come Le pareva?
Ah, già! Che sbadato! I centri sociali probabilmente avranno messo a disposizione le strutture a costo zero anche perché, probabilmente, gli immobili de quo sono di proprietà dell’amministrazione comunale e affidati in gestione quindi la disponibilità non gliela potevano negare e il personale ai seggi prestava servizio obbligatario non retribuito quindi, in definitiva, il referendum non Le è costato quasi niente.
Visto che in questo caso si è dimostrato così bravo a risparmiare, perché non applica la stessa bravura a tutti gli altri aspetti dell’amministrazione comunale??

Rete Bomba

4 maggio 2013

Capisco l’ignoranza delle dinamiche della rete da parte di Onorevoli prezzolati quali Fabrizio Cicchitto, quello che non capisco è la carenza di memoria storica degli stessi.

Caro Cicchitto, comoda trovare un capro espiatorio su cui far ricadere le colpe di tutto lavandosi la propria coscienza.

E’ vero, la rete amplifica il malumore ma il malumore è dovuto alla Vostra politica che negli anni, a forza di spese sempre più faraoniche – e non solo per quanto concerne le indennità dei parlamentari che rappresentano solo la punta dell’iceberg (in questo sì, devo darLe ragione, la rete è miope e populista e qualcuno ne approfitta) – , ha portato a fagocitare i redditi degli Italiani e delle Imprese senza ricevere niente in cambio se non si è amici degli amici (può anche querelarmi per questa affermazione ma riporto solo – laconicamente – quanto ribadito ormai da anni dalla Corte dei Conti (le allego il link ma visto il rapporto che ha con la rete non credo sia in grado di utilizzarla. http://www.lastampa.it/2013/02/21/italia/politica/corruzione-allarme-corte-dei-conti-in-lombardia-fenomeno-sconcertante-0Dizmy4ADBNI4zgAP3iYAO/pagina.html ).

Le strade sono in condizioni talmente pietose che nella Bosnia degli anni del conflitto erano in migliori condizioni; lo Stato ha trovato il “modo di risolvere” il problema – molte delle strade che prima erano statali sono state passate alle provincie così non è più un problema dello stato però il carrozzone dell’ANAS non è calato in dimensioni in virtù del ridotto carico di lavoro.

Questo è colpa della rete??

No! E’ colpa Vostra caro Onorevole.

Si è spaventato perché uno Vi è arrivato troppo vicino e teneva in mano qualcosa di un po’ più convincente di una statuetta del duomo di Milano??

L’astio non è fomentato dalla rete ma ve lo siete guadagnato negli anni, la rete lo ha solo fatto uscire anche se prima della rete bastava entrare in un bar, l’arcaica “rete”, e ascoltare le opinioni degli avventori per farsi una idea di quanto già vent’anni fa’ eravate apprezzati.

Trentacinque anni fa’ per fortuna la rete non c’era se no non ci mancava niente che qualche politico edotto come Lei attribuisse la fine di Roberto Calvi a qualche piccolo risparmiatore deluso aizzato dalla rete.

La Sua paura è specchio della Sua consapevolezza che la colpa è di chi ha governato non certo della rete.

Perché quella domenica mattina in cui l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini eluse la scorta che mal tollerava e si sedette comodamente da solo a bere un caffé al tavolino di un Bar a Roma nessuno gli fece niente?

Perché non c’era la rete??

No! Perché era una persona onesta e una persona onesta non ha niente da temere da nessuno.

 

Chi Copia Prende Zero

1 maggio 2013

Scusate l’arcaico adagio reminescenza di un’epoca scolastica ormai lontana e riemerso grazie a qualcosa trovato nella grande rete.

L’antefatto.

Stavo cercando qualche ebook liberamente e legalmente distribuito tramite google e mi sono imbattutto in quello che all’apparenza sembrava qualcosa di libero ma all’apertura recava la seguente nota:

Immagine

Ora, la libertà di un autore di tutelare la propria opera come meglio crede è un diritto sacrosanto.

Nel pezzo di cui sopra si parla di ignoranza; non è ignoranza diffondere l’idea che appropriarsi indebitamente di qualcosa che appartiene ad altri sia giusto?

E poi, si parla di sovvertire un regime che prospera sull’ignoranza.

E’ vero, i regimi, da che mondo e mondo, hanno sempre prosperato sull’ignoranza ma pensate che appropriarsi della cultura prodotta all’interno di quei regimi omologandosi di fatto agli stessi e fruendo di “cultura” di parte possa giovare??

Cultura è porsi delle domande e trovare risposte con la propria testa non copiare.

Cari amici di Libreremo, CSOA Terra Terra, CSOA Officina 99, Get Up Kids!, Neapolis Hacklab non sarebbe più intelligente investire tempo per creare contenuti di qualità da distribuire liberamente sotto licenza Creative Commons e/o diffondere i contenuti realmente liberi già disponibili anziché perdere tempo a copiare e a diffondere la cultura prodotta da quel regime che sembrate non tollerare??

Basta Google (o un qualsiasi motore di ricerca di Vostra scelta) ma visto che il mio scopo è quello di cercare di diffondere quel poco di sapere che negli anni ho acquisito… vi do un aiutino.

http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/

http://progettovivo.blogspot.it/

http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2144&Itemid=33

http://www.jamendo.com/it

E questi erano solo spunti.

Non sono molto bravo a insegnare ma spero di essere riuscito a farVi capire che non è copiare la soluzione.


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