Al DisServizio dell’Utente

E’ encomiabile lo sforzo del Dottor Mastrapasqua di metterci la faccia come ha fatto qualche tempo fa’ con uno spot ma visto che vuole metterci il naso sarebbe il caso ci mettesse anche le orecchie invece di lasciare che gli impiegati lascino squillare a vuoto i telefoni degli uffici deputati e l’INPS stessa non divulghi, scientemente, quei numeri che solo persone dotate di non comune pervicacia (con un pizzico di ingegneria sociale) riescono ad ottenere.
E’ vero, viviamo in un paese in cui i “ciechi” fanno i parrucchieri o guidano l’ambulanza quindi se già prendono uno stipendio neanch’io vedo la necessità che percepiscano anche una pensione di invalidità ne, vieppiù, l’indennità di accompagnamento però l’INPS esagera o quanto meno è poco coerente.
Un malato di Alzheimer si vede recapitare una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui l’INPS chiede di fornigli, a mezzo fax, la documentazione attestante lo stato di invalidità visto che lo stesso è stato riconosciuto ante Art. 20 della Legge 3 Agosto 2009 n. 102 e quindi non fidandosi dell’operato dell’Ausl vuole vedere con i propri occhi se il malato c’è o ci fa.
Sarebbe anche giusto ma a mezzo fax??
Non tutti hanno un fax in casa e una persona che, se non accompagnata, ha problemi anche a vestirsi e a mangiare figuratevi voi i disagi a cui va’ incontro.
Bene, questa persona, ligia al dovere, invia tutta la documentazione in suo possesso a mezzo fax come richiesto e nonostante tutto, dopo qualche tempo, si vede recapitare una seconda raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale le viene fissato un appuntamento per una visita tesa a verificare la sussistenza dei requisiti che hanno portato alla concessione della pensione e dell’indennità di accompagnamento.
La beffa è che nella stessa raccomandata è scritto che qual’ora l’interessato invii, a mezzo fax, la documentazione attestante lo stato di invalidità potrebbe essere che l’ente decida di rinunciare alla verifica.
Ma prendono in giro le persone o hanno soldi da buttare per pagare gente che pensa e scrive raccomandate senza senso?
Se la documentazione l’hai già ricevuta e mi mandi una seconda raccomandata per una visita di controllo sarà che non ritieni sufficiente quanto ti ho inviato??
La beffa è che se vuoi anche chiedere ragione di questa seconda raccomandata ed eventualmente chiedere se la documentazione è carente al fine di poterla integrare o solo conoscere lo stato della pratica o ancora informarsi se esiste, come esisteva prima, la possibilità di richiedere l’accertamento domiciliare nella raccomandata non esiste nessun riferimento telefonico a cui potersi rivolgere anche se sarebbe, per molti non informatizzati e soprattutto realmente invalidi, il mezzo più comodo ed efficace.
A quei numeri a cui ora non risponde nessuno in altri periodi gli impiegati rispondevano e quei numeri sono tutt’ora attivi.
Gli impiegati che occupavano quegli uffici ora apparentemente vuoti sono stati licenziati?
Se quelle linee non servono più perchè continuare a mantenerle e pagarne il canone??
Dottor Mastrapasqua mi consenta un suggerimento.
Se è giusto che l’ente da Lei diretto voglia vederci chiaro è anche giusto che ci veda chiaro anche l’utente e obbligare le persone ad avere un pin INPS per accedere alle proprie pratiche sul Vostro sito o lasciarle completamente al buio non mi sembra un grande segno di trasparenza e di democrazia.
Veda di scovare e portare a casa i soldi truffati dai falsi invalidi ma per favore usi quei soldi per pagare impiegati in carne ed ossa che possano rispondere al telefono!

AGGIORNAMENTO 16/11/2011
Necessita un aggiornamento, tanto per rendere l’idea di quanto l’INPS prenda in giro i suoi assistiti.
La persona che mi ha fornito la notizia ha riferito che sulla raccomandata, sul retro logicamente, è riportato il numero del call center, che ho scoperto servire INPS e INAIL e che – come scritto sulla raccomandata – a fronte della citazione di codice fiscale, numero di pensione, nome e cognome, data di nascita dell’assistito avrebbe fornito informazioni sulla richiesta di accertamento.
Orbene, il call center è gestito da soggetti terzi che nulla hanno a che fare con INPS e INAIL, la mia fonte mi ha confermato di non aver ricevuto nessuna richiesta di autorizzazione ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 affinchè i suoi dati, e più sensibili di così non si può visto che riguardano una patologia, venissero trattati da soggetti esterni all’ente quindi INPS sta violando apertamente una legge dello Stato.
La beffa è che al call center rispondono di non sapere niente sulle pratiche di accertamento disposte dall’ente ai sensi dell’art. 20 della Legge 3 agosto 2009, n. 102 e di non avere accesso a quei dati.
I numeri degli uffici deputati alla gestione della pratica delle sedi locali come detto sopra, tanto per fare un esempio provate questo 051 216232, a cui una volta rispondevano impiegati INPS in carne ed ossa ora vengono lasciati squillare a vuoto pur se sono sicuro che a quelle scrivanie qualcuno sieda.
Gli invalidi, quelli veri, a volte anche gravi e con gravi problemi motori sono costretti a recarsi all’INPS di persona se vogliono avere, ed è un loro diritto, informazioni sulla pratica.
Le sembra giusto questo Dottor Mastrapasqua??
Non basta metterci la faccia ma bisogna anche metterci il cervello per far funzionare come dovrebbe un ente che dice di essere al servizio del cittadino ma che alla prova dei fatti si dimostra un fantasma.

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