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L’Ignoranza della Legge

25 aprile 2011

No, non intendo la mancata conoscenza delle leggi della maggior parte dei cittadini ma l’ignoranza propria degli uomini che le leggi devono farle rispettare.

L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza in data 21 aprile 2011 su ordine dell’Illustrissimo Giudice Dott. Giangiacomo Pilia dell’Eccellentissimo Tribunale di Cagliari a titolo “Poisonous Dahlia” dal nome della defunta emittente televisiva più che una operazione ispirata da giustizia pare ispirata da sacro fervore di ispirazione medieval inquisizionista.

Abbiamo raggiunto il paradosso che se un’aziende fallisce o viene messa in liquidazione perchè i suoi azionisti sono stanchi di buttare soldi in aumenti di capitale visto che  l’azienda comunque non funziona non si riconoscono le vere ragioni ovvero che il prodotto è di scarsa qualità e/o non interessa i consumatori ma si addossano le colpe ad altri senza nessun giustificato motivo e senza nessuna cognizione di causa.

Se un privato cittadino invece viene truffato non ha nessuna possibilità di ottenere giustizia come ammesso candidamente dalla Polizia Postale a fronte della segnalazione di una truffa “Avete diritto di sporgere querela ma sicuramente la querela verrà archiviata in quanto la giustizia è oberata di procedimenti.”

Se reati ci sono, al di la del fatto che ribadisco, BTJUNKIE con la morte di Dahlia non ha niente a che spartire, vanno posti in capo ai responsabili che sono gli utenti che mettono in condivisione materiale coperto da copyright e quelli che quel materiale fisicamente lo scaricano. E’ contrario ad ogni principio giuridico Italiano porre la responsabilità in capo a chi non ce l’ha.

Rendere teoricamente possibile un illecito, fino a prova contraria non costituisce in se illecito, magari omessa vigilanza come citato dagli articoli 14 e seguenti del dlgs richiamato.

Peccato che leggendo il decreto si evinca (ART. 14) che non è certo btjunkie che avvia la trasmissione ma è il destinatario del servizio che avvia la trasmissione (btjunkie non obbliga nessuno a visitarlo), non seleziona il destinatario della trasmissione in quanto è il destinatario della trasmissione che seleziona btjunkie, non seleziona i contenuti ma è il destinatario stesso del servizio che seleziona i contenuti inserendo i termini da ricercare nell’apposito campo del sito (se non si scrive niente nell’apposito campo di ricerca e si preme il pulsante di ricerca non vengono restituiti risultati neppure casuali ciò a dimostrazione del fatto che è l’utente responsabile di quello che fa’ sul sito e sul sito, per altro, non risultano archiviati in nessun modo file protetti da copyright).

Si potrebbe andare avanti nell’analisi dei seguenti richiamati articoli ma credo che quanto sopra sia più che sufficiente ad argomentare l’ignoranza tecnica di chi, Eccellentissimo tribunale di Cagliari, ha applicato contra legem l’inapplicabile al caso de quo.

Se non fosse che il Nostro Presidente del Consiglio non critichi la Magistratura per interesse di parte ci sarebbe senz’altro da dargli ragione perchè decisioni come quella del Tribunale di Cagliari dimostrano quanto la legge tuteli l’interesse particolare di pochi straricchi e calpesti l’interesse generale.

Non è più tempo anche per le persone oneste di stare a guardare, perché oggi censurano un servizio, domani, come già successo per l’acqua, potrebbero tentare di privatizzare l’aria e farci pagare una tassa per respirare.

E’ ora di coalizzarsi e reagire per riformare questo sistema iniquo in cui rischiamo che la democrazia sia mantenuta a memoria senza più nessuna efficacia.

Se vi interessa salvaguardare le vostre libertà scrivetemi discuteremo insieme la soluzione migliore.

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