E se per “Caso”…

29 gennaio 2012

Si sono sprecate pagine e pagine di lamenti per la presunta truffa messa in opera dai gestori del sito italia-programmi.net, la notizia ha riempito pagine e pagine di siti di informazione online e quotidiani cartacei ma sarà proprio tutto oro quello che luccica?

Non si può fare di tutta l’erba un fascio quindi scusatemi se mi dilungherò ma faccio qualche distinguo.

Purtroppo pur di fare soldi e trovare sempre nuovi oggetti in cui farli spendere hanno fatto passare i computer come comuni elettrodomestici il cui uso è alla portata di tutti.
Accadimenti come la presunta truffa de quo smentiscono in maniera lampante l’assunto di cui sopra.

Ho frequentato un po’ i forum in cui si discuteva della notizia e mi sono fatto una buona idea della questione.

In molti casi è dimostrata l’eccessiva magnanimità del nostro legislatore nel momento in cui riconosce il possesso della capacità di agire in base al mero requisito anagrafico se il soggetto non risulta giudizialmente interdetto, inabilitato o beneficiante dell’amministrazione di sostegno.

Si fa’ passare internet come una jungla, si forse è vero ma anche farsi un esame di coscenza e iscriversi a qualche corso di sicurezza informatica o almeno leggersi un libro sull’argomento prima di incolpare altri o pretendere che altri pensino a quello di cui dovremmo occuparci noi ovvero della nostra sicurezza?
Internet non è Disneyland anche se le major che siano del cinema, dell’editoria, della musica vorrebbero che lo fosse.
Un posto in cui girare sempre con la carta di credito in mano in cui non valga neanche più la regola del guarda e passa ma del “se vuoi guardare paghi”.
Io onestamente preferisco vivere nella jungla e spero che la libertà della rete non venga sacrificata in nome di una presunta sicurezza che servirebbe solo a mascherare un controllo “senza controllo” su quanto possa o non possa essere immesso in rete con buona pace della libertà d’informazione di cui internet rappresenta l’ultimo baluardo.

Si grida alla truffa perchè, si dice, da nessuna parte c’era scritto che il “servizio” era a pagamento.
Ora, cum grano salis, secondo voi qualcuno che vi vuole dare realmente qualcosa gratis vi chiede i dati?

Già. I dati.
Molti li hanno forniti “scientemente” però altri sostengono di non aver mai assolutamente visitato questo sito e quindi di non aver in alcun modo fornito loro dati personali.
C’è anche chi è così categorico da non potergli non credere. [http://www.webnews.it/2011/12/29/italia-programmi-la-truffa-continua/?ref=post#comment-410833868]

Soprattutto l’esempio di cui sopra mi ha colpito.
Chi dice di aver dato “scientemente” i propri dati pur “inconsapevole” di cadere in un tranello non ha mai fatto menzione della richiesta della data di nascita tra i dati da fornire mentre si afferma che i signori di Estesa Limited conoscessero anche la data di nascita tra l’altro di una persona certa di no aver mai visitato neanche il loro sito.
Ora, sarà che io sono un “figlio” del Senatore Giulio Andreotti che se ha fatto la strada che ha fatto in quanto ad acume non difetta certamente e quindi penso male a prescindere anche se è peccato, però c’è qualcosa che non torna.
Hanno le generalità e la data di nascita di una persona che non ha mai fornito loro dati di qualsivoglia natura però è iscritto a facebook sito a cui avrà comunicato anche la data di nascita.
Onestamente non sono iscritto a Facebook e non mi passa neanche per la testa di iscrivermi quindi non sono a conoscenza dei dati richiesti dal loro form d’iscrizione.
Tutti quelli tra i truffati che dicono di non aver mai fornito i loro dati ad Estesa Limited ne di aver visitato nemmeno il loro sito ma sono stati comunque oggetto di richieste di pagamento ammettono di essere icritti a Facebook.
Sarà un caso?
Facebook da parte sua non ha mai denunciato di aver subito attacchi informatici con conseguente furto di dati.
Anche a voi arriva l’odore di bruciato o sono il solo che ha naso per sentirlo?
Che la Procura della Repubblica di Roma, sollecitata dal Garante, non stia inseguendo semplicemente un braccio, Estesa Limited, anzichè la mente?

Più che un Vezzo

5 gennaio 2012

Sì, più che un vezzo quello che hanno i politici di prendere in giro gli italiani è proprio un vizio!
La cosa peggiore è che gli italiani imperterriti continuano ancora a votarli.
Infatti vista la polemica che monta sui costi eccessivi della politica l’ufficio stampa di Montecitorio si è affrettato a fornire precisazioni riguardo lo stato di “povertà” in cui versano i Parlamentari italiani (peccato che si smentiscano da soli http://www.camera.it/383?deputatotesto=4&conoscerelacamera=4).
Riporto dal comunicato stampa 1787 del 03/01/2012 (http://www.camera.it/96)
Va chiarito, inoltre, che nel documento l’importo dell’indennità spettante ai deputati italiani (pari a 11.283,28 euro) è indicato al lordo delle ritenute previdenziali, fiscali e assistenziali. Invece, al netto di tali ritenute – ivi comprese le addizionali regionali e comunali la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato – l’importo dell’indennità parlamentare, che è corrisposta per dodici mensilità, è pari mediamente a 5.000 euro.
Io, lo ammetto, non sono mai stato molto ferrato in matematica ma mi risulta che lo Stato Italiano a fronte dei 5.000 € netti mensili di indennità percepiti dal Parlamentare versi, come ogni datore di lavoro, il lordo nella sua interezza ovvero 11.283,28 € mensili e quindi il costo reale per Parlamentare sia di 11.283,28 € mensili.
Avete ragione, mi sono sbagliato!
A quel costo bisogna sommare l’importo della diaria ovvero 3.503,11 €, il rimborso delle spese di 3.690 € mensili per il rapporto con gli elettori, le spese di trasporto e viaggio che – se siamo fortunati e il Parlamentare non abita a più di 100 chilometri dal più vicino aeroporto, ammontano ad altri 1.107,90 €, il rimpborso per le spese telefoniche che fanno altri 258,23 € al mese.
Facciamo due conti??
11.283,28+3.503,11+3.690+1.107,90+258,23=19.842,52 € che moltiplicato per il numero dei Deputati (630) fa’ 12.500.787,60 € (dodicimilioni e cinquecentomila euro e rotti al mese e parliamo solo dei Deputati!!) non so, e spero che non sia così, se abbiano anche la tredicesima ma anche se non ce l’hanno ci costano 150.009.451,20 di € l’anno!
E non abbiamo nemmeno considerato l’entourage di portaborse, auto blu, benefit per loro e i familiari (autostrade e ferrovie gratuite etc. etc.).
Onestamente credo che, al contrario di quanto sostiene l’ufficio stampa di Montecitorio, ci costino un po’ troppo per gente che, di qualsiasi colore come già ho avuto occasione di scrivere quasi due anni fa’ (http://massimosconvolto.wordpress.com/2010/01/15/rappresentanti-dei-propri-interessi/) pensa solo ed esclusivamente a rappresentare i propri interessi e tramite un governo fantoccio impone sacrifici subito a chi da sempre paga mentre la riduzione della spesa pubblica e la lotta all’evasione continuano ad essere prorogate a data da destinarsi.
Muoviamoci subito prima che arrivino ad abrogare l’articolo 49 della Costituzione e venga definitivamente formalizzata la prassi che la politica si tramanda di padre in figlio anziche essere diritto di ogni cittadino candidarsi a modificarla.

Probabilità e Certezza

22 dicembre 2011

Sembrerebbe quasi uscito dal libro cuore l’impegno profuso dal Governo Monti affinché ai pensionati venga evitata la possibilità di essere derubati quando vanno a ritirare la pensione in contanti allo sportello obbligandoli ad aprire un conto in banca.
Ma siamo proprio sicuri che sia un reale vantaggio per i pensionati?
E’ vero, andando a ritirare la pensione in contanti alla posta c’è la probabilità di essere derubati ma come detto è solo una probabilità.
Obbligando i pensionati, e non solo loro ma chiunque lavora nel settore pubblico, ad andare forzosamente in banca ad aprire un conto corrente per riscuotere la pensione si da’ loro la certezza di essere rapinati.
Egregio Sig. Monti, ci risparmi la falsa retorica dell’articolo 12 comma 2 lettera d del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201.
Chi percepisce anche solo 1 euro in più rispetto ai 467,43 della pensione minima avrà solo la certezza di essere derubato e veder calare considerevolmente un già ben magro reddito.
Le banche concedono tassi di interesse da fame, quando per altro li concedono, mentre loro con quegli stessi soldi ci fanno lauti guadagni e per di più te ne mangiano una parte in canone e spese, senza considerare poi lo Stato che con la sua Imposta di Bollo contribuisce ad assottigliare ancor di più quel poco che rimane.
Qualcuno sostiene che i soldi perderebbero comunque valore a causa dell’inflazione?
Beh, facciamo pure il paragone ma l’inflazione mangia molti meno soldi delle banche e dello Stato messi insieme.
Ora cari pensionati, al di la del fatto che se prendete fino a 500 euro potete comunque pretendere di riscuotere la pensione in contanti, è un Vostro diritto che nemmeno uno dei Decreti più draconiani della storia Repubblicana è riuscito a cancellare, prima di aprire un conto se la vostra pensione supera i 467,43 euro ma non supera i 500 pensateci bene.
Detto onestamente c’è meno possibilità di essere rapinati e che il vostro denaro perda valore tenendolo sotto il materasso piuttosto che portarlo in banca dove avrete la garanzia di essere rapinati già nel momento in cui entrate perchè tra canone, spese, bolli perderete ben di più dell’inflazione.

Mare e Monti

10 dicembre 2011

Avevano promesso mare e monti, dicendo che un governo tecnico era l’unica soluzione per risollevare l’Italia dalla crisi e invece l’unico che andrà al mare sarà Monti con i soldi degli italiani.
Ci andrà con i soldi guadagnati grazie alla carica, immeritata, di Senatore a vita concessagli solo allo scopo di poterlo mettere a capo di un governo fantoccio che sta solo dimostrando di fare peggio del peggior governo politico.
Ci andrà, forse, con i soldi dei banchieri, unici avantaggiati dalla sua manovra assurda. Ma del resto cosa ci si poteva aspettare da uno a cui le banche hanno sempre dato da mangiare in quanto figlio di un direttore di banca e nipote di un banchiere pubblico?
Egregio Sig. Mario Monti la sua idea balzana che l’evasione si combatta obbligando gli italiani ad aprire un conto corrente è la più grande bufala che abbia mai sentito in tutta la mia vita!
Obbligare gli italiani, che non hanno alcun bisogno di un conto corrente perchè di soldi non glie ne rimangongono visto che vengono mangiati tutti alla fonte dalle spese quotidiane, dal caro-benzina, dalle assicurazioni, dalle bollette, dall’affitto, ad aprirne uno è solo espressione inutile del più becero draconianismo esercitato nei confronti di chi già le tasse le paga mentre chi evade continuerà ad evadere allegramente.
Egregio Sig. Monti, il suo Governo vuole realmente combattere l’evasione fiscale?
Se la risposta è sì, invece di varare misure che servono solo ad arricchire i banchieri e lo Stato che in questo modo estende l’applicazione, e la conseguente riscossione, dell’imposta di bollo sui conti correnti a praticamente tutti i cittadini e di conseguenza depaupera il cittadino perchè per chi non ha soldi l’imposta di bollo da sola mangia già quel poco di interesse concesso da banchieri usurai sempre pronti a prendere e mai a dare, conceda al comune cittadino di detrarre l’iva pagata sulle fatture per le riparazioni di elettrodomestici e veicoli, sulle spese di manutenzione dell’abitazione, conceda una detrazione per le parcelle di legali e notai e vedrà che l’evasione emergerà da sola perchè sarà lo stesso cittadino a chiedere la ricevuta anche a chi è “restio” a rilasciarla.
Lo stato perderebbe introiti? Ma mi faccia un piacere! Lo stato recupererebbe il 79% netto delle imposte attualmente evase senza nessuna fatica già dedotto quanto perso concedendo una detrazione del 21% al comune cittadino.
Vuole che le faccia dei numeri?
Recuperare il 79% netto degli importi evasi significa incassare 123.240.000.000!
Avrebbe già recuperato in un solo anno il doppio dell’importo della Sua manovra!
Per due anni non avrebbe più bisogno di fare manovre semplicemente con una legge di 3 righe!!
Mi faccia un piacere Sig. Monti, visto che il suo è un Governo tecnico e quindi teoricamente avulso alla logica “della Poltrona” se proprio non vuol scrivere quelle tre righe di cui sopra almeno porti avanti la proposta, avanzata nel 2003 dall’allora Forza Italia, di ridurre il numero di Deputati e Senatori e i loro privilegi prevista a partire dalla XVI legislatura, quella cioè che Lei sta proseguendo invece di odiarla per l’introduzione di misure stupide e inutili gli Italiani La ricorderanno come qualcuno degno di essere ricordato.
Scusi Sig. Monti, dimenticavo che nemmeno Lei è super partes, l’hanno fatta Senatore!
Ha ragione Sig. Monti, perchè continuo a suggerirLe cose dal Suo punto di vista impraticabili vista l’estrazione sociale e la carica acquisita? Allora ci faccia un favore, si dimetta prima di fare danni, prima di rovinare ancor di più chi già è rovinato.

Con osservanza
Prof. Massimo Sconvolto

Politica IlLogica

26 novembre 2011

E’ vero, a volte certe decisioni politiche tipo quella, contra legem, dell’Onorevole Giuseppe Federico detto Pino – che comunque al conflitto di interessi è abituato tanto da dover essere costretto da un provvedimento della Magistratura a scegliere se occupare la carica di Presidente della Provincia di Caltanissetta o quella di Deputato Regionale, incarichi in netto conflitto tra loro – di chiudere una scuola, l’Istituto Majorana di Gela, in spregio alla normativa vigente in quanto l’Istituto stesso è conforme al requisito del numero minimo di iscritti per mantenere la sua autonomia sono inspiegabili.
Ma perchè, in definitiva, inspiegabili.
Certo per un uomo della strada possono apparirlo ma facciamoci aiutare da un politico, il Senatore Giulio Andreotti, che se ha fatto la strada che ha fatto una certa perspicacia ce l’ha.
Il Senatore ha sempre detto “A pensare male si fa’ peccato ma ci si indovina.” e allora noi pensiamo male!
Per chi non lo conoscesse l’Istituto Majorana è una scuola di istruzione secondaria superiore attiva in varie discipline e offre anche corsi serali (cosa notevole e sempre più rara) per dare la possibilità proprio a tutti, anche a chi non l’ha fatto – per i più svariati motivi – quando era tempo di farlo di acquisire un titolo di studio ormai necessario anche per fare il portalettere – sì Poste Italiane ha tra i requisiti per fare il portalettere il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore!
Già questo sarebbe un “ottimo” motivo per chiuderla per un politico perchè, non nascondiamoci dietro un filo, la politica ha sempre prosperato sull’ignoranza della gente.
Ma forse il reale motivo è da cercare nel fatto che l’Istituto Majorana rappresenta l’eccellenza, in campo non universitario e quindi aperto a tutti, per ciò che riguarda la cultura informatica e soprattutto per quello che riguarda il software libero.
Purtroppo pare che in questo caso l’interesse particolare delle multinazionali del software e, soprattutto, i soldi che le multinazionali sono in grado di far circolare anche sotto forma di eventuali tangenti, abbia prevalso, come d’uso in politica, sull’interesse generale.
Il fatto che l’Istituto Majorana sia un paladino del software libero, software che democraticamente consente a chiunque – a prescindere dalle possibilità economiche – di alfabetizzarsi informaticamente e di utilizzare proficuamente un computer senza dover sottostare alle regole dettate dalle multinazionali probabilmente non è andato a genio al detto Onorevole o a chi lo comanda che, pur dimissionario dalla carica di Presidente della Provincia, ha emanato un atto che probabilmente esulava anche dalle sue competenze stante l’imminente abbandono della carica.
Se anche a certi comportamenti, anche se più propriamente sarebbero considerabili soprusi, del potere siamo ormai avvezzi vi chiedo di non passare oltre e prestare il vostro aiuto al Prof. Antonio Cantaro affinchè all’illogica della politica prevalga finalmente il buon senso e il perseguimento dell’interesse generale tutelato più da una semplice scuola, e forse è questo a far paura, che da chi per mandato lo dovrebbe perseguire.
Aiutiamo l'Istituto Majorana

Del Consumismo

18 novembre 2011

Il fatto di avere un prezzo non da valore ad una cosa. L’unica cosa che ha realmente valore è il denaro, gli oggetti possono avere al massimo una utilità ma in sé non hanno alcun valore

Prof. Massimo Sconvolto

Prima di acquistare qualcosa fermatevi a pensare e chiedetevi se quello che state per acquistare vi è realmente necessario.

Al DisServizio dell’Utente

5 novembre 2011

E’ encomiabile lo sforzo del Dottor Mastrapasqua di metterci la faccia come ha fatto qualche tempo fa’ con uno spot ma visto che vuole metterci il naso sarebbe il caso ci mettesse anche le orecchie invece di lasciare che gli impiegati lascino squillare a vuoto i telefoni degli uffici deputati e l’INPS stessa non divulghi, scientemente, quei numeri che solo persone dotate di non comune pervicacia (con un pizzico di ingegneria sociale) riescono ad ottenere.
E’ vero, viviamo in un paese in cui i “ciechi” fanno i parrucchieri o guidano l’ambulanza quindi se già prendono uno stipendio neanch’io vedo la necessità che percepiscano anche una pensione di invalidità ne, vieppiù, l’indennità di accompagnamento però l’INPS esagera o quanto meno è poco coerente.
Un malato di Alzheimer si vede recapitare una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui l’INPS chiede di fornigli, a mezzo fax, la documentazione attestante lo stato di invalidità visto che lo stesso è stato riconosciuto ante Art. 20 della Legge 3 Agosto 2009 n. 102 e quindi non fidandosi dell’operato dell’Ausl vuole vedere con i propri occhi se il malato c’è o ci fa.
Sarebbe anche giusto ma a mezzo fax??
Non tutti hanno un fax in casa e una persona che, se non accompagnata, ha problemi anche a vestirsi e a mangiare figuratevi voi i disagi a cui va’ incontro.
Bene, questa persona, ligia al dovere, invia tutta la documentazione in suo possesso a mezzo fax come richiesto e nonostante tutto, dopo qualche tempo, si vede recapitare una seconda raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale le viene fissato un appuntamento per una visita tesa a verificare la sussistenza dei requisiti che hanno portato alla concessione della pensione e dell’indennità di accompagnamento.
La beffa è che nella stessa raccomandata è scritto che qual’ora l’interessato invii, a mezzo fax, la documentazione attestante lo stato di invalidità potrebbe essere che l’ente decida di rinunciare alla verifica.
Ma prendono in giro le persone o hanno soldi da buttare per pagare gente che pensa e scrive raccomandate senza senso?
Se la documentazione l’hai già ricevuta e mi mandi una seconda raccomandata per una visita di controllo sarà che non ritieni sufficiente quanto ti ho inviato??
La beffa è che se vuoi anche chiedere ragione di questa seconda raccomandata ed eventualmente chiedere se la documentazione è carente al fine di poterla integrare o solo conoscere lo stato della pratica o ancora informarsi se esiste, come esisteva prima, la possibilità di richiedere l’accertamento domiciliare nella raccomandata non esiste nessun riferimento telefonico a cui potersi rivolgere anche se sarebbe, per molti non informatizzati e soprattutto realmente invalidi, il mezzo più comodo ed efficace.
A quei numeri a cui ora non risponde nessuno in altri periodi gli impiegati rispondevano e quei numeri sono tutt’ora attivi.
Gli impiegati che occupavano quegli uffici ora apparentemente vuoti sono stati licenziati?
Se quelle linee non servono più perchè continuare a mantenerle e pagarne il canone??
Dottor Mastrapasqua mi consenta un suggerimento.
Se è giusto che l’ente da Lei diretto voglia vederci chiaro è anche giusto che ci veda chiaro anche l’utente e obbligare le persone ad avere un pin INPS per accedere alle proprie pratiche sul Vostro sito o lasciarle completamente al buio non mi sembra un grande segno di trasparenza e di democrazia.
Veda di scovare e portare a casa i soldi truffati dai falsi invalidi ma per favore usi quei soldi per pagare impiegati in carne ed ossa che possano rispondere al telefono!

AGGIORNAMENTO 16/11/2011
Necessita un aggiornamento, tanto per rendere l’idea di quanto l’INPS prenda in giro i suoi assistiti.
La persona che mi ha fornito la notizia ha riferito che sulla raccomandata, sul retro logicamente, è riportato il numero del call center, che ho scoperto servire INPS e INAIL e che – come scritto sulla raccomandata – a fronte della citazione di codice fiscale, numero di pensione, nome e cognome, data di nascita dell’assistito avrebbe fornito informazioni sulla richiesta di accertamento.
Orbene, il call center è gestito da soggetti terzi che nulla hanno a che fare con INPS e INAIL, la mia fonte mi ha confermato di non aver ricevuto nessuna richiesta di autorizzazione ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 affinchè i suoi dati, e più sensibili di così non si può visto che riguardano una patologia, venissero trattati da soggetti esterni all’ente quindi INPS sta violando apertamente una legge dello Stato.
La beffa è che al call center rispondono di non sapere niente sulle pratiche di accertamento disposte dall’ente ai sensi dell’art. 20 della Legge 3 agosto 2009, n. 102 e di non avere accesso a quei dati.
I numeri degli uffici deputati alla gestione della pratica delle sedi locali come detto sopra, tanto per fare un esempio provate questo 051 216232, a cui una volta rispondevano impiegati INPS in carne ed ossa ora vengono lasciati squillare a vuoto pur se sono sicuro che a quelle scrivanie qualcuno sieda.
Gli invalidi, quelli veri, a volte anche gravi e con gravi problemi motori sono costretti a recarsi all’INPS di persona se vogliono avere, ed è un loro diritto, informazioni sulla pratica.
Le sembra giusto questo Dottor Mastrapasqua??
Non basta metterci la faccia ma bisogna anche metterci il cervello per far funzionare come dovrebbe un ente che dice di essere al servizio del cittadino ma che alla prova dei fatti si dimostra un fantasma.

Mangio Ergo Consumo

1 novembre 2011

Sento sempre più spesso negli ultimi giorni i telegiornali parlare di ritorno della crisi.
A parte che guardandomi attorno mi viene da chiedermi, scusate se sono ignorante, dov’è questa paventata crisi.
L’autostrada A14 appena arriva la bella stagione già dal venerdì sera in direzione mare è presa d’assalto, l’apertura di Trony a Roma ha paralizzato mezza città perchè preso d’assalto da orde di persone per cui l’acquisto di generi tutto sommato voluttuari sembra l’unica ragione di vita.
Se ci fosse veramente crisi l’autostrada sarebbe sempre tristemente vuota e le code, ammesso che qualcuno avesse soldi in tasca, al più si farebbero per comperare generi di prima necessità.
La crisi più che dell’economia, almeno in Italia, sembra essere del modello capitalistico che sta mostrando tutti i suoi raggiunti limiti.
La gente ormai ha già tutto cosa dovrebbe comperare ancora?
E poi finchè i maggiori gruppi industriali nazionali come la Marcegaglia, tanto per non fare nomi, aprono stabilimenti all’estero – la Marcegaglia ha aperto tre stabilimenti faraonici in Polonia in cui peraltro produce gli stessi prodotti che produceva nello stabilimento di Gazoldo degli Ippoliti perchè la la manodopera costa meno e i dipendenti italiani di Gazoldo li mette in cassa integrazione, come potremmo pretendere di rilanciare l’economia italiana? Di vedere il PIL aumentare?
Per carità non bollatemi come comunista, non lo sono e se avrete la bontà di continuare a leggere ne concorderete.
Parte della colpa è anche dei sindacati che a parte lamentarsi sono incapaci di avanzare proposte attuabili e concrete.
Invece di andare in piazza a protestare perchè le aziende chiudono aiutassero i dipendenti ad organizzarsi in cooperativa e a concorrere con l’imprenditore “latitante” sul mercato.
L’occupazione persa a causa degli imprenditori verrebbe recuperata e si controbilancerebbe il potere che hanno pochi gruppi di interesse come Fiat che invece possono fare il bello e il cattivo tempo demolendo persino lo stato sociale.
Non è utopia, non ricordo bene la storia ma anche poco tempo fa’ una ceramica in crisi è stata riorganizzata da alcuni degli stessi dipendenti che, investendo la loro liquidazione, si sono costituiti in cooperativa e ora non solo stanno essi stessi lavorando ma stanno creando anche occupazione.
Non è comunque solo colpa di imprenditori e sindacati.
Parte della colpa è anche di buona parte delle persone comuni subito pronte a scendere in piazza se l’azienda chiude, subito pronte a pretendere e a lamentarsi salvo poi eclissarsi se qualcuno gli proponesse di rimboccarsi le maniche e darsi da fare essi stessi per modificare la situazione.
Lo vedo io stesso con le persone che dicono che le mie idee sono interessanti ma quando anche solo gli si chiede di diffonderle, e con internet non è una gran fatica, la maggioranza ha inderogabili impegni che non gli consentono di donare neanche un minuto per una causa di cui riconoscono comunque la validità pur se non gli viene richiesto neanche un centesimo; non è nel mio stile non chiederei mai soldi convinto come sono che perseguire il bene della sociètà debba essere una missione.
In definitiva, vogliamo smettere di sentir parlare di crisi nei telegiornali?
Non serve spegnere la televisione basta semplicemente rimboccarsi le maniche e iniziare a lavorare.

Elogio della Follia

22 ottobre 2011

No, oggi non parlerò di letteratura ma di follia pura.
La follia di un uomo, Daniele Franco (Chi è), che forse preda del lauto stipendio che gli permette di non avere problemi economici di sorta vorrebbe demolire l’unica cosa realmente positiva posta in essere dal Governo Berlusconi ovvero l’abolizione dell’ICI sulla prima casa.
Non avrei mai pensato ce ne fosse bisogno ma come si fa a considerare un diritto come quello di avere una abitazione un privilegio da tartassare?
Che reddito è avere un’unica abitazione in cui risiede il proprio nucleo famigliare?
Avere un’abitazione genera più costi che redditi, manutenzioni ordinarie, manutenzioni straordinare, che il privato deve accollarsi in toto senza nessuna possibilità di deduzione.
Ora mi spieghi l’illuminato Sig. Franco come fa a dire che la casa di abitazione è un reddito.
Non ne voglio fare una questione politica ma questo Sig. Franco mi sembra un figlio di quella pseudo sinistra che in virtù della tutela di un ormai estinto proletariato riesce a danneggiare anche il suo stesso elettorato.
Vogliamo tassare la casa?
Tassiamo le case degli enti, delle assicurazioni, delle banche, delle sociètà immobiliari ma per favore lasciamo stare chi non ha altro che la casa di abitazione.

L’Indebito Addebito

8 ottobre 2011

Onestamente ieri sera credevo di essermi addormentato ben prima di mezzanotte, anzi ne ero certo e dormivo profondamente quando WIND alle 2,23 di mattina mi ha mandato una notifica di addebito, con conseguente decurtazione del credito, di due euro per una connessione internet a loro dire “effettuata” a partire dalla mezzanotte di oggi (8 ottobre 2011).
Ora a parte il fatto che a mezzanotte già dormivo da un pezzo, il telefono per connettermi ad internet non lo uso mai visto che abito in un posto ben raggiunto dalla adsl casalinga e poi avessi almeno uno smartphone.
Ho un vecchio Samsung a conchiglia del 2004 con un display di 172×196 cosa vado in internet a fare con un coso del genere secondo loro??
La presa in giro è doppia, ti addebitano un servizio mai effettuato e per rivedere indietro i tuoi soldi, ammesso che tu li riveda, devi aspettare 48 ore.
Ho parlato con Pasquale, l’operatore del 155, che sembrava essere molto preparato a rispondere alla mia domanda quindi o sta ricevendo una marea di chiamate per lo stesso addebito truffaldino, o WIND che applica, a questo punto scientemente, addebiti indebiti, l’ha formato molto bene perchè Pasquale risponda in maniera impeccabile e senza scomporsi alla tua richiesta di riaccredito; Pasquale onestamente meriterebbe un’assunzione a tempo indeterminato qualora non l’abbia ancora, vista la professionalità.
Ora io mi domando, ‘perchè devo attendere 48 ore per vedermi restituito il maltolto?’
Perchè l’AGCOM che tanto si preoccupa di tutelare strenaumente l’interesse di pochi, detentori dei “diritti” d’autore, non si preoccupa di tutelare l’utente comune non tutelato da nessuna lobby?
L’AGCOM continua a comminare sanzioni agli operatori, quei soldi dove vanno a finire?
Non sarebbe il caso servissero a risarcire utenti che hanno subito soprusi se non vere e proprie truffe da parte degli operatori?
Purtroppo credo che queste domande rimaranno senza risposta, o forse qualcuno risponderà fra trent’anni come per la Strage di Ustica, finchè non si manderà a casa questa classe politica, senza distinzione di colore, e i loro tirapiedi niente cambierà mai in questo paese e l’interesse generale mai verrà tutelato seppellito dall’interesse di pochi collusi con il potere.


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